La Tenuta di Cupi è l’ultimo terreno entrato a far parte della nostra cantina: un campo incolto, trasformato con visione e pazienza in un nuovo cuore produttivo. Un luogo dove tutto è cominciato da zero, lavorando la terra con rispetto e metodo, tracciando i filari e piantando barbatelle che oggi crescono vigorose, radicate nella Maremma. Non ci sono sale di degustazione né percorsi per gli ospiti: Cupi non accoglie visitatori, ma custodisce il silenzio operoso della vigna che lavora. È una tenuta che racconta il futuro, la scelta di crescere restando fedeli alla terra, di produrre in armonia, investendo in qualità, tempo e dedizione.

Qui ogni dettaglio è stato pensato per favorire la salute delle piante e la forza del suolo: esposizioni studiate, distanze calibrate, selezioni attente. Cupi rappresenta un passo importante per l’evoluzione della nostra produzione: stesse varietà, maggiore capacità, uno sguardo proiettato sulle annate che verranno. Il paesaggio è essenziale, scarno e bellissimo, con i filari che si rincorrono tra le colline battute dal vento. In questo spazio non c’è accoglienza, ma c’è identità. Una vigna giovane che parla già con fermezza, e che si inserisce con rispetto nella nostra visione: crescere senza perdere l’anima, produrre senza forzare la natura.

2004

Le Radici del Sogno

Nel 2004 nasce la visione: trasformare una collina aspra e silenziosa in un luogo dove la vigna potesse raccontare il suo carattere più autentico. È qui che prende vita la Tenuta del Collecchio. Una scelta coraggiosa, guidata dall’amore per la terra e dal desiderio di creare qualcosa che durasse nel tempo.

2008

La Terra Risponde

Dopo anni di lavoro, la collina comincia a parlare. Nel 2008 le prime vigne affondano le radici, trovando nel terreno minerale del Collecchio la loro identità. È l’inizio di un dialogo nuovo tra uomo e natura, fatto di rispetto, ascolto e dedizione quotidiana.

2010

La Nascita del Carattere

Nel 2010 arrivano le prime uve che raccontano davvero ciò che il Collecchio è: struttura, eleganza, profondità. Ogni grappolo porta con sé la promessa di un vino capace di restituire il respiro del territorio e la nostra visione.

2012

Il Tempo del Vino

Il 2012 segna una tappa decisiva: in cantina, il Collecchio trova la sua forma. Maturazione, affinamento, attesa. Il vino inizia a parlare con voce propria, portando con sé equilibrio, complessità e una firma che sarà riconoscibile negli anni a venire.

2004

Le Radici del Sogno

Nel 2004 nasce la visione: trasformare una collina aspra e silenziosa in un luogo dove la vigna potesse raccontare il suo carattere più autentico. È qui che prende vita la Tenuta del Collecchio. Una scelta coraggiosa, guidata dall’amore per la terra e dal desiderio di creare qualcosa che durasse nel tempo.

Superficie vitata (ha)

Vitigni presenti

Età media delle vigne

Bottiglie prodotte

Dove la terra incolta è diventata vigna.


Una storia di pazienza e radici, cresciuta giorno dopo giorno.


Qui si coltiva, si attende.

Solo lavoro, dedizione e identità.

I VINI DI PRODUZIONE

TORE DEL MORO

La ciliegia nera, il ribes, la grande consistenza e l’ottima integrità rendono questo sangiovese 100% un ottimo bicchiere per tutti i giorni, ideale con antipasti e primi piatti di carne. Massima espressione della Maremma.

ACIDITÀ

STUTTURA

PERSISTENZA

TORE DEL MORO RISERVA

La grande morbidezza della struttura tannica e la suadenza speziata danno alla Riserva una consistenza in bocca ed un equilibrio che ne fanno un grande vino maremmano. Un accostamento fantastico con la selvaggina.

ACIDITÀ

STUTTURA

PERSISTENZA

CANAPONE

Questo era il soprannome dell’ultimo Granduca di Toscana, Leopoldo II di Lorena che contribuì tra gli altri alla bonifica della nostra Maremma, ma anche il nome di un vino che veniva prodotto in passato da nostro Babbo, che abbiamo adesso deciso di rispolverare in una veste ed in un prodotto tutto nuovo per la nostra cantina.

ACIDITÀ

STUTTURA

PERSISTENZA

PRESIDIO

Dai vigneti che ormai da anni curiamo sotto la Rocca Aldobrandesca di Capalbio prende vita questo blend di Petit Verdot e Syrah che rappresenta il nostro ultimo avamposto sulla Maremma, cosi come lo sono stati Capalbio e la sua Rocca per l’antico Stato dei Presìdi.

ACIDITÀ

STUTTURA

PERSISTENZA

TENUTA POGGIO SPINETI DI CUPI